CONSORZIO VINI D’ABRUZZO, FIVI: CON SISTEMA DI VOTO UNITARIO QUALE SAREBBE IL RISULTATO?
PESCARA – “Sarebbe interessante capire, con un sistema a voto unitario, quale sarebbe il risultato dell’urna”. Lo dice in una lettera aperta (pubblicata integralmente sotto) ai vignaioli e ai soci del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo la Fivi Abruzzo e Molise, guidata da Emilio Rapino (nella foto) dell’omonima azienda di Francavilla al Mare (Chieti), che si inserisce così nel dibattito sul rinnovo delle cariche consortili.
Nella nota si fa osservare, tra le altre cose, che “non c’è nessuna regola su chi debba assumere la carica di presidente, ma è la consuetudine che ci detta la regola. C’è bisogno di interrompere anche questa consuetudine, di trovare una soluzione utile e condivisa da tutto il mondo produttivo”.
“C’è da capire che per il bene della nostra regione, c’è bisogno di tutti: del micro produttore, del commerciante e della cooperativa, passando dal vino convenzionale fino al vino naturale”, aggiunge la Fivi.
LA LETTERA
Ai Vignaioli
Ai Soci del Consorzio di Tutela
In questi mesi c’è davvero da chiedersi cosa sta succedendo. Effettivamente, cosa sta succedendo? Siamo in stallo, siamo bloccati e tutto il silenzio non aiuta a migliorare la situazione. Non si vota, non si elegge il nuovo Cda, tutte le attenzioni sono puntate sulla questione politica, con il forte rischio che ci sia ancora altro tempo da aspettare. Con grande merito, Luigi Cataldi Madonna ha interrotto questo silenzio, smuovendo le coscienze di tutti noi. E non sono tardate risposte anche da parte di altri produttori privati… e non.
Siamo in democrazia, come è stato sottolineato, ma la democrazia è anche la voce del popolo, ed il nostro popolo è formato da tante figure più o meno grandi che stanno chiedendo a più riprese un cambiamento. È vero, lo statuto parla chiaro su quali siano le forze in campo, come debbano essere ripartite, in base a quali criteri, non c’è il minimo dubbio e non si vuole mettere in discussione nessun sistema, né qui né ora; ma non possiamo neppure vivere nella speranza che la nostra parola in seno al consorzio sia una “captatio benevolentiae”.
C’è bisogno di scelte che possano andare al passo con i tempi, c’è bisogno di capire che determinati passi vanno affrontati.
Sarebbe interessante capire, con un sistema a voto unitario, quale sarebbe il risultato dell’urna. Il nome del vino d’Abruzzo, in fondo, lo si porta ugualmente avanti insieme, sia il micro produttore che la cooperativa. Dobbiamo arrivare alla consapevolezza che il sistema per unità di conto ha fatto il suo tempo ed in futuro, il prossimo Cda dovrà studiare una soluzione al passo con le esigenze del tempo che viviamo.
Allo stesso tempo non c’è nessuna regola su chi debba assumere la carica di presidente, carica tanto ambita, ma tanto spinosa; ma è la consuetudine che ci detta la regola. C’è bisogno di interrompere anche questa consuetudine, di trovare una soluzione utile e condivisa da tutto il mondo produttivo.
C’è bisogno di condivisione, e come Vignaioli Indipendenti, nel momento della formazione della nostra delegazione, ci siamo messi a disposizione del consorzio di tutela per trovare una sorta di collaborazione, per la valorizzazione della nostra regione (come è giusto che sia). C’è da capire che per il bene della nostra regione, c’è bisogno di tutti: del micro produttore, del commerciante e della cooperativa, passando dal vino convenzionale fino al vino naturale.
Tutto quello che sta succedendo oggi, invece, fa capire che della opinione dei molti piccoli produttori (e siamo davvero tanti…) non interessa “ai pochi”, e questo sta creando un divario ancora più ampio con quelle famiglie che hanno dedicato la propria vita a questo nobile lavoro.
Noi chiediamo che venga presa in considerazione una voce INDIPENDENTE, un vignaiolo o una vignaiola, perché no? C’è bisogno di trovare una via di uscita, di fare in modo che si torni a parlare di promozione, come lo si è fatto in questi ultimi sei anni, ad interrogare le aziende sui problemi che affrontano ogni giorno. C’è bisogno di fare il prossimo passo sulla regolamentazione delle produzioni vitivinicole, con sistemi che possano continuare a migliorare la qualità e l’immagine del nostro vino. C’è bisogno di uscire da questo stallo e dare un segnale forte di maturità.
Il delegato FIVI Abruzzo & Molise
Emilio Rapino
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