DENTRO I BOSCHI DELL’AQUILA, TRA MONTAGNE IMBIANCATE DAI CANADAIR E SENTIERI BRUCIATI
di Mattia Fonzi
L’AQUILA – È arrivata al tramonto del sesto giorno di incendi la pioggia battente sui versanti nord-ovest e ovest della conca aquilana, fortemente provati dagli incendi scoppiati giovedì 30 luglio nella frazione di Arischia e nei giorni seguenti ai margini dei quartieri di Cansatessa e Pettino.
La situazione sembra essere ora ampiamente sotto controllo, con gli ultimi mini-focolai spenti nel mattino dagli elicotteri dei Vigili del Fuoco.
Per giorni gli addetti ai lavori – principalmente pompieri, esercito e Protezione Civile – sono stati affiancati da centinaia di volontari civili che hanno operato nella creazione di linee tagliafuoco e nella ripulitura del sottobosco, spesso anche cinquanta centimetri, in azioni da terra volte a impedire l’ulteriore estensione degli incendi.
A fiamme domate si fa la conta degli ingenti danni alla montagna: sul Monte Pettino, nel versante più a est, è bruciato parzialmente il bosco di Roverella, ma proseguendo verso la cima la distruzione si fa più evidente, con parte della vetta risparmiata dalle fiamme. Riscendendo verso valle, è quasi tutto bruciato fino alla “Rocchetta”.
Più a ovest, sopra l’abitato del quartiere di Cansatessa guardando la frazione di San Vittorino, è stata distrutta la vegetazione a Croce Cozza.
Per quanto riguarda il Monte Omo, nel Parco nazionale del Gran Sasso, non lontano dalle frazioni di Arischia e Collebrincioni, sono centinaia gli ettari andati in fumo. Si tratta della maggiore estensione in assoluto, anche se tutto sommato domata già nel pomeriggio di lunedì.
Oltre a una selezione fotografica degli incendi ad Arischia (in basso), vi proponiamo un breve video girato sul Monte Pettino, nei pressi del Passo del Dottore, in sentieri frequentati dagli aquilani. Surreale il panorama, con il crinale della montagna imbiancato dalla sostanza ritardante mista ad acqua lanciata dai canadair e i sentieri che hanno funzionato come “naturali” linee tagliafuoco, cui è stata fatta tutto intorno terra bruciata.
Le foto di Andrea Lolli sul versante di Arischia
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