Cantine e vini 09 Ott 2023 07:25

Vino, Nicodemi: “Strumentalizza chi confonde bloccaggio e aumento delle rese in disciplinare”

Vino, Nicodemi: “Strumentalizza chi confonde bloccaggio e aumento delle rese in disciplinare”

PESCARA – “Le modifiche ai disciplinari, con l’aumento delle rese da 140 a 150 quintali per ettaro per il montepulciano, e il bloccaggio sono due aspetti completamente diversi e chi li confonde o strumentalizza o non ha capito nulla”.

Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, non ci sta e risponde nettamente alle accuse rivolte da Carlo D’Onofrio, presidente della cantina Piandimare di Villamagna (Chieti) al Consorzio, responsabile a suo dire, di non tutelare a dovere il settore in un momento drammatico come quello di oggi con la vendemmia a picco a causa della peronospora, ma anche di scelte che sarebbero incoerenti.

“Sono d’accordo con l’amico Carlo sulle mancate risposte del governo in questo momento così delicato”, dice Nicodemi a Virtù Quotidiane, “ma quando parla di bloccaggio e rese mi domando se non ha voluto o non è riuscito a comprendere la norma. Il disciplinare non c’entra nulla con l’articolo 39″.

“Se volessimo fare un paragone”, spiega il presidente, “il disciplinare può essere equiparato alla cilindrata di un’auto, l’articolo 39 invece rappresenta il limite di velocità che cambia di strada in strada. Io posso anche acquistare una macchina 2mila di cilindrata, ma è ovvio che poi in base alla strada che ho davanti aumento o riduco la velocità. Lo stesso accade per il vino. Oggi prevedere rese a 70-80 quintali per ettaro non ha alcun senso. Con questa resa riusciamo a dare un’ottima qualità e a diluire le problematiche di vini eccessivamente concentrati, perché come ribadisce Carlo il mercato chiede vini più beverini”.

“Allo stesso tempo”, continua Nicodemi, “il mercato ci dice che abbiamo troppa giacenza in cantina ed è per questo che abbiamo fatto il bloccaggio. Se le condizioni lo consentiranno quel vino verrà sbloccato, altrimenti verrà declassato. L’articolo 39 serve a gestire le produzioni, ma non va in contrasto con il nuovo disciplinare”, ribadisce.

Il presidente del Consorzio non si ferma e ribatte anche all’accusa di immobilismo lanciata da D’Onofrio: “Il Consorzio è stato il primo organismo, che già il 9 giugno, prima ancora della vendemmia, ha scritto al vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, e a tutto il settore dell’Agricoltura, per porre l’attenzione sulle avversità atmosferiche di aprile e maggio che hanno portato al disastro fitosanitario che abbiamo visto”.

Nella lettera il Consorzio ha presentato 4 proposte: la vendemmia verde, che consiste nella rimozione totale dei grappoli non ancora giunti a maturazione, fino ad azzerare la resa produttiva sulle superfici vitate richieste; l’incremento delle risorse della Regione messe a disposizione annualmente per prestiti a breve termine contratti dalle imprese agricole; la sospensione del pagamento dei mutui e la riduzione dei tassi di interesse; e la deroga all’articolo 5 del Decreto legislativo 102 del 2004 che esclude dalle agevolazioni i danni alle produzioni ed alle strutture ammissibili all’assicurazione agevolata o per i quali è possibile aderire ai fondi di mutualizzazione.

“Mi spiace che D’Onofrio ci accusi di non aver fatto nulla. Sono invece d’accordo sull’assenza di risposte da parte del governo e della Regione. Il Ministero ha stanziato 7 milioni per tutta l’Italia che sono insufficienti”, fa notare Nicodemi. “La Regione altri 5 per l’Abruzzo. In proporzione sarebbero significativi, ma occorre capire in che modo queste risorse saranno distribuite. C’è troppa fumosità e non riesco a capire questo lassismo”.

C’è un ultimo aspetto su cui per Nicodemi occorre dare risposte ed è il tema dell’etichettatura e la necessità di garantire all’Abruzzo l’uso esclusivo del nome Montepulciano, mentre per le altre regioni utilizzare il sinonimo Cordisco: “L’obiezione circa la poca notorietà del termine Cordisco, oggi reinserito nel registro nazionale, non ha nessun fondamento giuridico”, dice Nicodemi, “se la norma prevede l’utilizzo anche di un sinonimo, non può essere la non conoscenza dell’interlocutore a decretarne la non ammissibilità”.


Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.